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Teatro
(12-05-2006)
Orchestra di Verdura di Elena Siri
Un gruppo di dieci giovani viennesi compongono questa divertente formazione che offre al pubblico una serata davvero originale: un concerto di strumenti vegetali. La "Vegetable Orchestra" o, nella loro lingua originale, "Gemuse Orchestra", sono un'invenzione contemporanea a cavallo tra new age, musica jazz, suoni elettronici, voci etniche, musica sperimentale; ma questi suonatori sono soprattutto un'espressione che coniuga la fantasia delle vibrazioni nell'aria di un gambo di sedano con l'ironia dei suoni e delle percussioni ottenute da zucchine e melanzane. Si parte dalla grandiosa idea che tutto abbia un suono, e che il pubblico, curioso e disponibile alla nuova esperienza, si lasci catturare e trasportare dalla sua stessa divertita attesa di un suono che fuoriesce da un peperone. Naturalmente il concerto è per lo più un bell'insieme ritmato di suoni strofinati, percussioni sibilate, voci sabbiate, rumori graffiati, naturalmente conditi con la spettacolarità visiva coloratissima della verdura dell'orto mossa, rotta, strofinata, soffiata e tagliuzzata a ritmo di samba. Il gioco è divertente per gli occhi e per le orecchie, ma il gioco è divertente soprattutto per il cervello che condisce con l'ironia il grande concerto di ortaggi e verdure miste. Il sorriso divertito, del resto, è implicito fin dall'inizio nell'operazione artistica e viene trasmesso apertamente dai musicisti nella presentazione dei pezzi e nell'esecuzione spettacolare. Chi ama la spettacolarità teatrale della musica moderna realizzata con strumenti "non ortodossi" non può naturalmente non ripensare al celebre gruppo degli "Stomp", fenomeno americano e poi internazionale che ha reso celebri i suoni metropolitani e quotidiani trattati in forma di concerto post-moderno. Ma con la Gemuse Orchestra la concezione dello spettacolo è alquanto diversa: meno circense e meno performante a livello atletico da parte degli artisti e completamente slegata dal linguaggio "underground metropolitano" ma più legata al panorama tradizionale e musicale europeo: la serata è condotta come un concerto di musica classica con una formazione ordinata e corale, persino "diretta" dal maestro di musica. Il pubblico ci sta fino alla fine, catturato dal flauto incantatore realizzato con una freschissima carota e rapito dal tonfo sordo della zucca che diventa la grancassa di questa strana orchestra. Applausi per tutti anche per l'ottima Christina Bauer, ingegnere del suono che ne ha curato minuziosamente la fonica perfetta. Dopo uno straordinario pezzo finale ad effetto, suonato solo con pomodori maturi, il gruppo di orchestrali informa il pubblico che a tutti verrà offerto un freschissimo minestrone di verdure, che prontamente arriva fumante in un pentolone e si dispone in platea per essere servito.
Elena Siri da www.legnostorto.it
Autore: Elena Siri www.legnostorto.it