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(30-03-2010)
La Como che vorrei. Firmato Franco Brenna
28-03-2010 | Tra le priorità il verde pubblico, che latita non per la quantità di spazi a disposizione dei propri cittadini e dei turisti, ma per la sua qualità
Como è luogo che merita gentilezza e determinazione. Questo breve “incipit” per sintetizzare il pensiero di una persona che ama la propria città e il suo territorio giudicandoli tra le più belle realtà oro geografiche presenti in Europa. Tali realtà appaiono tuttavia oggi, sfiorite. Como, la prima Porta d’Italia arrivando da Nord e l’ultima provenendo da Sud, non ha eguali. Il lago al quale dona il nome e sul quale si affaccia è considerato dal mondo intero il bacino più affascinante del globo. Da secoli. A causa di fattori molteplici Como sta perdendo – con grande mestizia - la sua forza industriale istituzionalizzata sul tessile e soprattutto nella seta. Sarebbe auspicabile, per il futuro, concentrare gli sforzi propositivi in quegli ambiti dove, le idee, possano essere mantenute e sviluppate in favore delle peculiarità che rendono Como e il suo Lago unici nel loro genere senza dovere temere che “qualcuno ci rubi il giocattolo”, senza aver paura che la concorrenza più o meno etica della globalizzazione possa interferire nei nostri piani di sviluppo. Questi sforzi dovranno essere prospettici, perseguiti con garbo, enfatizzati tuttavia da una forte determinazione. In gioco, le vite e il futuro delle nostre prossime generazioni. Quali suggerimenti, quali aspettative? Mi permetto di elencare tre punti che meriterebbero un piano di sviluppo programmato e determinato.
L’Ambiente: il lago Il Lago di Como dovrà poter raggiungere al più presto il traguardo della balneabilità. Gli sforzi che i ricercatori con appropriati progetti stanno operando in tal senso dovranno essere sostenuti non solo dalle Amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionali ma dalla cittadinanza intera attraverso contributi privati e volontaristici. Per questo motivo la stessa popolazione della Città e del suo territorio avrà il dovere di esserne costantemente informata e partecipata. Lezioni aperte, incontri, dibattiti potranno essere organizzati nelle scuole medie superiori presso le associazioni, nelle circoscrizioni, in luoghi pubblici. Eventi artistici e/o culturali potranno essere organizzati per poter raccogliere fondi impiegabili per gli scopi sopra esposti. Sulla salute del Lago ci si gioca il primo biglietto da visita da “presentare al Mondo”.
Il verde pubblico Como latita non per la quantità di verde pubblico a disposizione dei propri cittadini e di coloro che arrivano a visitarla ma per la qualità dello stesso. E’ importante rimarcare questo aspetto per proporre una nuova visione orientata a questi aspetti: i viali di accoglienza quali i giardini ai piedi della Stazione FS di Como S.Giovanni, i Giardini Pubblici a lago, i Giardini della Villa Olmo e la sua passeggiata a lago, la passeggiata di Villa Geno, le rotonde, le aiuole e le corsie spartitraffico dovrebbero, tutte quante, poter avere un unico disegno di arredo, ambientato ai propri luoghi di appartenenza, mantenuto a dimora- e pulito- con un preciso coordinamento tra le parti tecniche. Ben viste eventuali sponsorizzazioni da parte dei Privati tuttavia coordinate da un'unica regia affidata possibilmente ad un Professionista del Verde. la Spina Verde o Monte Croce dovrebbe comprendere un piano di sviluppo/rilancio da un punto di vista ambientale, storico, paesaggistico, socio sportivo e turistico. Le molteplici aree di interesse contenute nel nostro storico “polmone verde” poterebbero essere una grande, nuova attrattiva sia per il cittadino che per il turista. Mi permetto di rilanciare l’idea di un collegamento tra la città (stazioni di interscambio ferroviario) e le colme del Monte Croce attraverso l’attuazione di una nuova Funicolare; dal suo arrivo una serie di sentieri protetti e panoramici potrebbero snodarsi attraverso le dorsali e rendere l’intero Monte altamente specializzato ai fini turistico ricettivi.
La Viabilità Il primo aspetto, verrebbe da dire, è favorire le migliori condizioni viarie dello stato attuale, quindi: per favore facciamo in modo che le strade non abbiamo più buche e fossi pericolosi e che l’asfalto impiegato per l’asfaltatura delle stesse possa essere acquistato e posato con criteri di assoluta serietà. Non è più sopportabile che una città di confine, considerata “ricca” e civile possa esporsi al pubblico e altrui ludibrio per una così marchiana e poco programmata gestione del piano strade. Qualcuno ha senza dubbio commesso errori: denari ne sono stati stanziati e spesi, la qualità delle opere portate a termine non hanno soddisfatto alcuna delle aspettative. Neppure quelle presupposte e nascoste dietro la giustificazione di un risparmio una volta acquistati materiali economici ma scadenti. Quel qualcuno dovrebbe rendere conto alla comunità il perché dello stato delle cose. Per favorire lo sviluppo della Città e del territorio lariano in un ambiente dove Lago e Verde Pubblico possano trovare le loro sinergie si dovrebbe insistere nel promuovere un trasporto pubblico di eccellenza. Metro tranvie, interconnessioni con le due Ferrovie che allacciano la città all’Europa e al Milanese, trasporti lacuali, funicolari, posteggi periferici, passaggi veloci della Città attraverso tunnel e “condutture rapide” invisibili. Progetti ideati e portati a compimento con il concetto dell’eco-sostenibilità e del Project Financing. Un piccolo esempio nel suo particolare: la visione di una viabilità a “risoluzione centrifuga”( convogliare il traffico su assi viari sempre più esterni rispetto al centro cittadino) incoraggerebbe la popolazione - soprattutto turistica ma anche locale - a vivere il centro cittadino con maggior serenità e decoro. Sempre ipoteticamente, propongo un piccolo progetto di grande impatto, sostenibile in economia: liberare il centro dalle auto e dai mezzi pubblici attraverso la pedonalizzazione del cosiddetto “girino”( Piazza Verdi, Piazza Roma , Portici Plinio, Via Pretorio, Piazza Verdi) in modo da permettere alle sopra citate piazze e luoghi di passeggio di guadagnare spazi verdi usufruibili per migliorare il silenzio, il decoro e la più ampia visione di alcuni palazzi e della Cattedrale. Il traffico - fin tanto che non si risolverà l’annoso problema della tunnellizzazione del lungo lago – potrà essere veicolato sul “girone”, in doppio senso di marcia , dedicando lo stesso ai soli mezzi pubblici e a un traffico privato con permessi limitati e/o a pagamento.
Como città per un turismo di qualità Abbiamo poco sopra ricordato gli effetti legati alla globalizzazione e alla concorrenza spietata e senza via di fuga che dovremo subire in futuro - sempre di più - da parte di quelle entità geo politiche che già hanno deformato il nostro tessuto industriale, e non solo il nostro. L’unica cosa che non potrà mai esserci sottratta è il nostro territorio, ricco di ogni forma storica e culturale che si rispetti. Questo benedetto Territorio dovremo saperlo gestire con intelligenza e lungimiranza. Como non è solo appetibile perché si affaccia sul Lario, Como è stimolante per diverse altre ragioni fra le quali possiamo annoverare i suoi Centri legati alla Cultura atti a coordinare programmi e progetti che potranno, con gentilezza, proporsi come motore alternativo per un Turismo costruito sulle conoscenze. L’Università, Il Centro Volta, il Kilometro della Conoscenza (appunto!)… tanto per citare qualche entità accreditata e carica di proposte, sono tutte realtà in grado di porre sul piano dei progetti potenzialità di alto interesse atte non solo a richiamare pubblico comune ma una popolazione colta , che sa osservare, che a sua volta è in grado di creare proposte e soprattutto capace di convogliare giovani con idee ed entusiasmi nuovi. Da questi motori potranno prendere vita, oltre alle “classiche” attività congressuali ed espositive - da sostenere sempre e con grandissimo vigore – fenomeni più ampi e che possano riconoscersi in una visione maggiormente proiettata all’esterno e coinvolgenti non solo i distretti vicini e confinanti ma l’Europa intera. Mi riferisco, ad esempio, alla valorizzazione del patrimonio culturale proveniente dalla tradizione storica e scientifica di ricercatori del calibro di Alessandro Volta e di Antonio Sant’Elia. Sui loro nomi e sull’eco che godono in tutto il mondo, Como potrebbe creare un evento da tenersi una volta all’anno( Festival della Luce?) legato allo studio e alla ricerca delle nuove frontiere energetiche. Da questo punto in avanti tutto è concesso: dalla ricerca alla compartecipazione delle persone con i più disparati interessi, dalla proposta per risparmiare e prevedere come ci muoveremo nei prossimi quindici anni alla manifestazione elettrico musicale che sappia coinvolgere il grande pubblico. Mediaticità e comunicazione. Cultura e Spettacolo. E’ chiaro, Como dovrà sapersi preparare, dovrà “farsi bella”. Il Politeama, la passeggiata a lago, L’Arena estiva del Teatro Sociale, i Giardini Pubblici e la Cittadella dello Sport( Hangar, Stadio , Yacht Club , Canottieri)… lo spazio ex Ticosa! Tutto in ordine… A questo punto il biglietto da visita per coloro che accederanno alla Città provenienti da Milano Expo 2015 sarà predisposto. Como sarà pronta a distinguersi e a proporsi per investire sul suo presente e su quello delle prossime generazioni. Como avrà futuro, Como saprà essere una città gentile. Per ottenere tutto ciò Como avrà bisogno della nostra comune e disinteressata determinazione.
FRANCO BRENNA
L' ORDINE
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Autore: FRANCO BRENNA