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(02-10-2009)
Una lezione dalla Germania (anche per l’Italia…)
Se ripercorriamo le ultime grandi elezioni nei Paesi europei individuiamo una costante: più che le idee vincono i leader, anche dove non c’è il presidenzialismo. Mi spiego: fino a pochi anni fa il voto cosiddetto di “bandiera” era predominante. La maggior parte degli elettori votava tendenzialmente per lo stesso partito -o lo stesso schieramento - e le differenze erano determinate da quello di opinione, anche di piccole dimensioni.
Ora invece l’elettore è più “liquido”, meno ancorato agli schemi classici, da un lato perchè è cambiata la struttura della società, dall’altro perchè le differenze ideolgiche tra i partiti moderati di centrodestra e quelli di centrosinistra ormai sono minime. In questo contesto il sucesso viene determinato sempre meno dai programmi, ma, sempre di più, dalla personalità del leader. Vince quello più affascinante, carismatico o quello in cui l’elettore medio può più facilmente identificarsi. Obama è l’esempio più evidente di queste tendenze, confermate anche da Sarkozy in Francia, Zapatero in Spagna, Blair in Gran Bretagna fino a quando è rimasto in sella.
Il voto in Germania va nella stessa direzione, sebbene con qualche variazione. La Merkel ha vinto, pur vedendo diminuire i consensi, perchè, pur non essendo magnetica, è rassicurante, stabile, solida; virtù apprezzate in periodi di crisi. L’Spd invece ha puntato su un leader incolore come Steinmeier e non solo ha perso, ma è precipitata ai minimi del dopoguerra. Il suo tracollo è stato aggravato dall’incapacità di formulare una risposta originale, articolata e convincente a una crisi economica che in teoria avrebbe dovuta avvantaggiarla, in quanto forza politica che difende la socialità e i ceti più disagiati. Gli elettori tedeschi non hanno trovato nulla di nuovo nei suoi programmi e hanno preso altre strade.
Quali? I veri vincitori delle elezioni sono i partiti che hanno una linea netta, chiariamente identificabile e un leader dalla forte personalità. I liberali con Westerwelle, Die Linke con Oskar Lafontaine e, in misura minore, i Verdi.
Quanto accaduto in Germania dovrebbe far riflettere tutti i partiti in Europa e il Pd in particolare: Franceschini e Bersani sono due politici grigi, prevedibili e da troppo tempo sulla scena proprio come Steinmeier. Appena li vede in tv, l’elettore sbadiglia. E in questo periodo di stagnazione economica, il Pd è stato incapace di proporre una sola idea convincente. C’è il vuoto tra i banchi dell’opposizione.
Avanti così e il Pd finirà come l’Spd, forse anche peggio. O sbaglio?
Dal Blog di Marcello Foa (IL GIORNALE)
Marcello Foa è nato a Milano nel 1963, è sposato e ha tre figli. Laureato in Scienze politiche all’Università degli Studi di Milano, ha iniziato la carriera giornalistica a Lugano nel 1984 alla Gazzetta Ticinese e poi al Giornale del Popolo, due quotidiani ticinesi. Nel 1989 è stato assunto al Giornale con la qualifica di vicecaporedattore esteri. Nel 1993 Indro Montanelli, all’epoca direttore del Giornale, lo ha nominato caporedattore esteri, incarico mantenuto per 12 anni.
Dall’agosto 2005 è inviato speciale di politica internazionale con particolare attenzione per Russia, Francia, Germania, Turchia, Stati Uniti, il processo di unificazione europea e le questioni geostrategiche.
Ha collaborato con numerose testate radiotelevisive, italiane e straniere tra cui Bbc Radio.
Nel 2004 ha cofondato l’Osservatorio europeo di giornalismo (Ejo) presso l’Università della svizzera italiana (Usi) di Lugano. Ha focalizzato le proprie ricerche accedemiche sul fenomeno dello spin, finalizzandole nel saggio <Gli stregoni della notizia. Da Kennedy alla guerra in Iraq: come si fabbrica informazione al servizio dei governi> (Guerini e associati editore).
Dal 2004 insegna giornalismo internazionale e comunicazione all’Università della Svizzera Italiana, rispettivamente per il corso di laurea e per il master. Ha tenuto lezioni all’Università degli Studi di Milano, all’Università Cattolica di Milano, all’Università di Bergamo, nonchè conferenze per associazioni pubbliche e private in diversi Paesi.
Autore: Marcello Foa