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(02-10-2009)
Obama prende altro tempo sulla nuova strategia in Afghanistan
Ban Ki-moon licenzia Peter Galbraith, numero due della missione Onu
Obama prende altro tempo
sulla nuova strategia in Afghanistan
Washington, 1. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, annuncerà nelle prossime settimane la nuova strategia americana in Afghanistan. Ci vuole, dunque, ancora tempo per sapere se saranno introdotte modifiche di spicco dirette a rendere più efficace la missione nel Paese. Il prossimo vertice alla Casa Bianca - il terzo di una serie di cinque - è stato convocato per il 7 ottobre, ha comunicato ieri il portavoce presidenziale Robert Gibbs. Questi ha ribadito che per Obama l'Afghanistan rappresenta una priorità nell'agenda internazionale, ed è per questo motivo che sarebbe sbagliato, sottolineano funzionari dell'Amministrazione, prendere decisioni precipitose e inadeguate.
Con il comandante americano Stanely McChrystal, collegato in videoconferenza da Kabul, l'obiettivo di Obama e dei suoi più stretti collaboratori è stato di riesaminare la situazione sul terreno anche alla luce del rapporto che, a fine agosto, il generale ha trasmesso al Pentagono e alla Casa Bianca. Da rilevare che sembrano incoraggianti le indicazioni emerse dall'audizione tenuta davanti al Congresso da Mike Leiter, capo dell'antiterrorismo: Al Qaeda sarebbe sempre più isolata, Osama bin Laden e i suoi luogotenenti incapaci di organizzare attacchi di ampio respiro. Intanto il comandante McChrystal continua a chiedere rinforzi. Smentendo voci su presunte divergenze, Gibbs ha dichiarato: "Il presidente ha deciso l'invio del generale a Kabul e ha un enorme rispetto per il suo servizio e per le sue opinioni". Lo stesso generale in questi giorni ha smentito presunti contrasti con la Casa Bianca.
Da segnalare intanto che il generale Ray Odierno, comandante della forze statunitensi in Iraq, ha detto ieri al Congresso che il ritmo di ritiro delle truppe americane potrebbe essere accelerato rispetto ai piani annunciati, rendendo così disponibili più risorse per l'Afghanistan. Il generale ha spiegato che intende ordinare il rimpatrio di quattromila soldati americani entro la fine di ottobre. Odierno ha quindi aggiunto di essere impegnato "in un'analisi approfondita per cercare di individuare qualsiasi risorsa non essenziale in Iraq che può invece essere utilizzata in Afghanistan". Al momento vi sono 124.000 soldati americani in Iraq. Entro la fine di agosto 2010 resterà nel Paese una forza di 50.000 militari con il compito di addestrare l'esercito iracheno e di proteggere il personale americano impegnato nell'opera di ricostruzione del Paese.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha licenziato il numero due della missione dell'Onu in Afghanistan (Unama), lo statunitense Peter Galbraith, a motivo del "dissidio inconciliabile" tra quest'ultimo e il suo capo, il norvegese Kai Eide. Riferisce l'agenzia Agi che il nodo del contendere sono stati i brogli verificatisi alle elezioni presidenziali del 20 agosto. In un'intervista, Galbraith aveva dichiarato: "Non mi renderò complice di un imbroglio". In un comunicato Ban Ki-moon ha annunciato: "Galbraith è stato rimosso per il bene della missione".
Sembra intanto sempre più probabile che le operazioni a campione di verifica dei voti nelle elezioni presidenziali dureranno ancora per alcuni giorni. Il risultato ufficiale del vincitore si potrebbe avere il 10 ottobre. La commissione per i reclami elettorali (Ecc) ha ricevuto oltre tremila denunce di brogli, e ha deciso di procedere alla revisione delle urne del dieci per cento di seggi in cui possono esservi state irregolarità. In condizione di anonimato, un diplomatico europeo a Kabul ha indicato che "è ora in corso la formazione dei rappresentanti dei candidati" in modo che sappiano come affrontare i diversi problemi che potrebbero sorgere durante il nuovo scrutinio delle schede dei 313 seggi scelti per il controllo. Sabato questa procedura finirrà e comincerà la verifica vera e propria, che porterà a un annuncio del vincitore.
In attesa dell'esito di questo processo vi sono il presidente Hamid Karzai, che secondo lo spoglio del 100 per cento dei voti realizzato dalla commissione elettorale indipendente ha ottenuto preliminarmente il 54,7 per cento, e il principale sfidante, Abdullah Abdullah, che ha il 27,8 per cento dei consensi.
(©L'Osservatore Romano - 2 ottobre 2009)
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In cambio di un video del soldato saranno liberate venti detenute palestinesi
Accordo tra Israele e Hamas
sul caso Shalit
Tel Aviv, 1. Israele e Hamas hanno raggiunto un accordo sul caso Shalit. Il Governo di Benjamin Netanyahu ha accettato di liberare venti detenute palestinesi in cambio di un video che proverebbe che il caporale israeliano, rapito nel giugno 2006, è vivo e gode di buone condizioni di salute.
L'accordo è frutto della mediazione di Egitto e Germania. Ieri sera Israele ha scarcerato, in anticipo rispetto a quanto dichiarato inizialmente, la prima delle detenute palestinesi, la quindicenne Bara Malki. Nei prossimi giorni dovrebbe avvenire la scarcerazione delle altre diciannove e la consegna della videocassetta da parte di Hamas. Il movimento islamico ha dichiarato che il successo della mediazione tedesca dimostra che la Germania ha la possibilità di concludere anche un accordo più ampio in vista di uno scambio di Shalit con centinaia di palestinesi detenuti in Israele. Le fonti israeliane hanno però avvertito che il negoziato per la liberazione di Shalit resta ancora molto difficile. "È una svolta importante, ma la strada resta ancora lunga", ha commentato ieri il presidente israeliano Shimon Peres.
Hamas vuole la liberazione di circa un migliaio di detenuti palestinesi tra i quali circa quattrocento responsabili, secondo Israele, dei più sanguinosi attentati contro la popolazione civile in territorio israeliano. I genitori di Shalit, che sono stati tenuti al corrente degli ultimi sviluppi del negoziato, si sono rallegrati dell'accordo ma hanno aggiunto che "non si daranno pace fino a quando non potranno riabbracciare il figlio".
Il video, stando a fonti di stampa, dura circa un minuto. L'ufficio del premier Netanyahu ha detto che "Israele ha avuto dai mediatori assicurazioni che il filmato rispetta i criteri che sono stati stabiliti". Mussa Abu Marzuk, uno dei leader di Hamas, ha riferito che nel filmato si vede Shalit mentre legge un testo che dimostra che è stato ripreso di recente. Le detenute scelte per la scarcerazione sono militanti appartenenti a svariate organizzazioni, fra cui Hamas, Al Fatah, Jihad islamica e il Fronte popolare per la liberazione della Palestina.
(©L'Osservatore Romano - 2 ottobre 2009)
Autore: L' OSSERVATORE ROMANO